COMPRESSORE FAI DA TE

Le esigenze dei carrozzieri del Nina team erano quelle di avere aria compressa non eccessivamente ad alto numero di BAR ma regolare. L’utilizzo dei compressori standard era improponibile, di notte avrebbe svegliato tutto il vicinato, quelli dedicati costavano troppo ed allora … già da tempo erano alla ricerca di un frigorifero dimesso.
Una sera finalmente si presenta il colpaccio, un frigo grande con congelatore il cui motore sembrava in ottime condizioni. Con il coltellino (si avete letto bene…certo aver avuto un tronchesino sarebbe stato molto più pratico) ed un po’ di pazienza venivano tranciati il filo che va al termostato ed i due tubi in rame di ingresso uscita (il sibilo che si sente quando si buca il tubo è del tutto normale, è il gas che esce); riallineate le linguette per il blocco alla base del compressore, questo si sfilava dolcemente.
Fate attenzione a non rovinare, quando lo asportate, i gommini alla base del compressore, senza i quali dovrete necessariamente costruirvi una base; cercate di recuperare tutto il filo elettrico che c’è, eventualmente anche la presa elettrica!
Altro avvertimento: attenti all’olio, tenete il compressore diritto ed evitate di perdere l’olio contenuto nel compressore.
Portato in officina, veniva immediatamente sgrassato e lavato alla stazione di lavaggio (aria compressa e dopo lavaggio con IoSgrasso o Glassex).
Le modiche all’impianto elettrico per eliminare il termostato sono abbastanza semplici, in pratica si tratta di individuare il filo del termostato e ponticellarlo.
Con un seghetto per ferro tagliate i tubi di rame facendo attenzione ad evitare di far entrare nel compressore i residui del taglio, meglio ancora sarebbe un tagliatubi a lama (quello che usano gli idraulici).


A questo punto è stata collegata una presa di correte, ma gli ingegneri decidevano di non accenderlo considerando il fatto che alla prima accensione il compressore sputerà fuori un sacco di olio! e che avrebbero potuto accenderlo in questa fase solo in un luogo molto pulito, il filtro dell’aria ancora non era pronto e le impurità avrebbero potuto rovinare il motore.


Una dovuta premessa, avendo il team un grande acquario, avevano a disposizione un gran numero di accessori “vecchi” dai quali attingere, ma recuperarli nuovi in un negozio costeranno davvero poco e comunque l’idea è quella.

Primo problema da risolvere il filtro dell’aria che si posiziona sull’aspirazione cioè sul tubo del compressore con la sezione più larga.
Soluzioni
1) ricambi auto; filtro per carburatori più facilmente adattabile, raccordi e fascette.
2) gli ingegneri hanno preferito recuperare dai “residui dell’acquario” un raccordo a L, bicchierino in plastica forandolo del diametro del raccordo, a questo collegato e incollato con cianoacrilico; due vasi per piante per acquari, la prima tagliata a misura ed incollata al bicchierino, inserita la lana per i filtri dell’acquario, ed incastrata sopra l’altro vasetto! Anche esteticamente molto valido.

OK, finalmente gli ingegneri davano l’ok per l’accensione: funzionava!
Dopo le prime verifiche decidevano di lasciarlo acceso per qualche ora, in modo tale da lasciar spurgare l’olio in circolo.

  

Gli operai venivano spesso richiamati quando spostavano il compressore, in quanto agitazioni accidentali causavano spesso il ritorno in circolo dell’olio, richiedendo una nuova “spurgata”.

Per l’uscita dell’aria compressa? … tubicini per aria per acquario (sono in silicone e molto morbidi ed esistono di diverse sezioni).

 

Al primo test l’aria erogata dal compressore era troppa, per cui per ridurre la portata gli ingegneri hanno brillantemente utilizzato due rubinetti per la distribuzione dell’aria in acquario (ne esistono di diversi modelli) all’uscita dei quali su di uno è collegata l’aerografo, e l’altra lasciata aperta.

In tal modo operando con i due rubinetti è possibile regolare la quantità di aria giusta per l’aerografo, pochi minuti di utilizzo e si apprezza la funzionalità della realizzazione.

Gli ingegneri stanno vagliando l’acquisto di un filtro di uscita per raccogliere eventuali particelle di olio ed acqua di condensa (che ne devono ancora verificarne la formazione non avendo la bombola).

Il tutto si potrebbe montare al posto di un motore di un compressore “classico” ma ovviamente gli ingombri aumentano notevolmente.

I carrozzieri hanno utilizzato il compressore, verniciando una carrozza con risultati davvero eccellenti!

Nina Team

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